La recente sentenza rafforza l’obbligo di dimostrare scientificamente i claim ambientali e segnala un cambio di paradigma nella comunicazione della sostenibilità aziendale.
Una decisione che segna un passo avanti nel contrasto al greenwashing
Con la sentenza n. 23959/2025, il TAR Lazio ha confermato le sanzioni irrogate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) nei confronti di aziende accusate di aver diffuso informazioni fuorvianti riguardo alla riduzione e compensazione delle emissioni di CO₂.
Secondo i giudici amministrativi, le dichiarazioni ambientali rivolte al mercato devono essere chiare, verificabili e supportate da dati oggettivi. L’utilizzo di espressioni come “riduzione delle emissioni”, “compensazione della CO₂” o riferimenti generici alla neutralità climatica, se non adeguatamente dimostrati, può configurare una pratica commerciale scorretta e quindi essere soggetto a sanzione.
La decisione conferma un orientamento ormai consolidato: la sostenibilità non può essere comunicata attraverso claim generici o semplificazioni che rischiano di alterare la percezione delle reali prestazioni ambientali di prodotti o servizi.
Cosa cambia nella comunicazione ambientale delle imprese
Negli ultimi anni la sostenibilità è diventata un elemento centrale nelle strategie aziendali e nelle attività di marketing. Parallelamente, però, è cresciuta l’attenzione delle autorità verso fenomeni di greenwashing, ossia l’uso di messaggi ambientali non pienamente supportati da evidenze tecniche.
La sentenza del TAR Lazio evidenzia come la comunicazione ambientale sia ormai parte integrante della compliance aziendale. Non si tratta più soltanto di reputazione o posizionamento di mercato: claim ambientali non correttamente fondati possono comportare conseguenze legali, economiche e reputazionali rilevanti.
Le imprese sono quindi chiamate a garantire coerenza tra dati tecnici, strategie ESG e messaggi comunicati a clienti e stakeholder.
Dal claim ambientale al dato misurabile: il ruolo delle metodologie scientifiche
Il punto centrale emerso dalla pronuncia riguarda la necessità di fondare ogni dichiarazione ambientale su metodologie riconosciute e verificabili.
In questo contesto, strumenti scientifici come la Life Cycle Assessment (LCA) consentono di quantificare gli impatti ambientali lungo l’intero ciclo di vita di prodotti e servizi — dall’approvvigionamento delle materie prime fino alla fase di fine vita — secondo standard internazionali (ISO 14040 e ISO 14044).
L’approccio LCA permette di:
- misurare in modo oggettivo le emissioni climalteranti;
- evitare semplificazioni o interpretazioni fuorvianti dei risultati ambientali;
- supportare claim ambientali con dati trasparenti e verificabili.
L’integrazione tra studi LCA, analisi della Carbon Footprint e strategie di comunicazione consente quindi alle aziende di ridurre il rischio di greenwashing e di rafforzare la credibilità delle proprie dichiarazioni ambientali.
Implicazioni operative per le aziende
Alla luce dell’evoluzione normativa e giurisprudenziale, le imprese dovrebbero valutare con attenzione alcuni aspetti chiave:
- revisione dei claim ambientali utilizzati in comunicazione e marketing;
- verifica delle metodologie adottate per il calcolo delle emissioni di CO₂;
- tracciabilità e documentazione dei dati ambientali comunicati;
- coerenza tra studi tecnici, reporting ESG e comunicazione esterna;
- maggiore trasparenza nelle informazioni fornite a clienti e stakeholder.
La sostenibilità aziendale sta progressivamente passando da una logica dichiarativa a una logica basata sulla misurazione e sulla dimostrabilità dei risultati.
Verso una nuova fase della sostenibilità aziendale
La pronuncia del TAR Lazio si inserisce in un quadro europeo sempre più rigoroso nei confronti dei cosiddetti “green claims”, destinato a richiedere livelli crescenti di accountability ambientale.
Per le aziende ciò implica un cambio di paradigma: non è più sufficiente comunicare un impegno ambientale, ma diventa necessario dimostrarlo attraverso metriche robuste, dati tracciabili e metodologie scientificamente riconosciute. In questo scenario, la qualità della misurazione ambientale rappresenta un elemento strategico tanto quanto la comunicazione stessa.
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Le recenti evoluzioni normative dimostrano come la comunicazione ambientale richieda oggi un livello sempre maggiore di rigore metodologico e verificabilità dei dati. Valutare correttamente emissioni, impatti ambientali e claim di sostenibilità è diventato un passaggio fondamentale per ridurre i rischi di greenwashing e garantire conformità alle normative europee.
SCF International, con il suo comparto tecnico LCA Ambiente, affianca aziende e organizzazioni nella quantificazione scientifica degli impatti ambientali attraverso studi di Life Cycle Assessment (LCA), analisi della Carbon Footprint e supporto alla definizione di comunicazioni ambientali tecnicamente fondate e trasparenti.
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