Il 2026 sarà l’anno in cui la sostenibilità aziendale dovrà dimostrare i fatti.
Dopo mesi di incertezze politiche e stop legislativi, l’Europa si prepara a un cambio di passo deciso nella lotta al greenwashing: nuove regole entreranno in vigore già dai primi mesi del prossimo anno, ridefinendo come le imprese potranno comunicare i propri impegni ambientali e sociali.
Green Claims: direttiva sospesa, ma nuove regole in arrivo. Facciamo il punto.
Il percorso della Direttiva Green Claims, che avrebbe dovuto introdurre criteri armonizzati per le dichiarazioni ambientali, è stato sospeso a giugno 2025 dal Parlamento europeo.
La Commissione UE sta però lavorando a una versione riformulata del testo, attesa per la prima metà del 2026, che potrebbe introdurre l’obbligo di verifica indipendente dei claim ambientali e criteri comuni di trasparenza per certificazioni e marchi “verdi”.
In attesa del nuovo testo, le imprese devono comunque prepararsi: altre normative europee già approvate entreranno in vigore a breve e avranno effetti diretti sulla comunicazione aziendale.
Dal 1° gennaio 2026: stop ai claim ambientali generici
La Direttiva (UE) 2024/825, approvata lo scorso anno, impone a tutti gli Stati membri, Italia compresa, di vietare affermazioni ambientali vaghe o non dimostrabili come “eco”, “green”, “sostenibile”, “a zero emissioni” o “carbon neutral”, se non supportate da evidenze verificabili e dati scientifici.
Saranno vietati anche i claim basati esclusivamente su compensazioni di CO₂ (offsetting).
Le autorità di vigilanza, a partire dall’AGCM (Antitrust), potranno chiedere alle aziende di fornire documentazione a supporto dei messaggi diffusi e applicare sanzioni in caso di dichiarazioni ingannevoli.
CSRD ed ESRS: la coerenza diventa obbligo
Il 2025 è anche l’anno in cui le imprese soggette alla CSRD devono redigere il primo bilancio di sostenibilità conforme agli standard ESRS.
Dal 2026, la coerenza tra report ESG e comunicazione esterna sarà oggetto di attenzione crescente da parte di investitori, revisori e autorità.
Dichiarare pubblicamente obiettivi o risultati “green” che non trovano riscontro nel reporting ufficiale potrà essere considerato una forma di greenwashing.
Finanza sostenibile e nuovi controlli
Nel frattempo, due regolamenti chiave entreranno in vigore tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026:
- L’ESG Ratings Regulation, che impone maggiore trasparenza ai provider di rating ESG;
- Le nuove regole ESMA sui nomi dei fondi, che vincolano l’uso di termini come “sustainable” o “ESG” solo se almeno l’80% degli investimenti rispetta criteri di sostenibilità verificati.
La finanza sostenibile europea si muove così verso una fase di maturità e credibilità, riducendo lo spazio per operazioni di marketing prive di fondamento.
Linee guida italiane in arrivo
Entro fine 2025, l’AGCM e il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) pubblicheranno nuove linee guida nazionali sulla comunicazione ambientale, con l’obiettivo di allineare il quadro italiano alle norme UE e fornire indicazioni pratiche alle imprese.
Dalle parole ai fatti
Il 2026 sarà l’anno del passaggio definitivo dal green marketing alla green accountability.
Le imprese dovranno dimostrare con dati e prove ciò che dichiarano: un cambiamento che richiederà integrazione tra comunicazione, rendicontazione e governance ESG.
Il futuro della sostenibilità aziendale non sarà più “green” per dichiarazione, ma per dimostrazione.
Vuoi capire come adeguare la comunicazione ESG della tua azienda alle nuove regole europee?
Il nostro team supporta imprese e organizzazioni nel verificare, misurare e rendere trasparenti le proprie dichiarazioni ambientali e sociali, in linea con le normative UE e nazionali.
Contattaci per una consulenza dedicata o per una revisione dei tuoi materiali di comunicazione sostenibile.
