Batterie e greenwashing: nuove norme UE e ruolo strategico della valutazione del ciclo di vita

La transizione ecologica europea entra in una nuova fase operativa: il Senato italiano sta lavorando al recepimento delle più recenti normative UE su batterie e contrasto al greenwashing, con implicazioni dirette per imprese, filiere produttive e comunicazione ambientale.

Durante le audizioni parlamentari, Accredia ha evidenziato il ruolo centrale della valutazione della conformità e delle verifiche indipendenti nel garantire l’affidabilità delle dichiarazioni di sostenibilità. Un passaggio che segna un cambio di paradigma: la sostenibilità non potrà più essere dichiarata, ma dovrà essere misurata, dimostrata e verificabile.

Nuovo regolamento batterie: approccio basato sul ciclo di vita

Il Regolamento UE 2023/1542 introduce requisiti ambientali lungo l’intero ciclo di vita delle batterie, dalla produzione allo smaltimento, includendo:

  • calcolo e riduzione dell’impronta di carbonio;
  • maggiore contenuto di materiali riciclati;
  • tracciabilità delle materie prime critiche;
  • requisiti di durabilità, riutilizzo e riciclo.

Si tratta di un’impostazione pienamente coerente con le metodologie di Life Cycle Assessment (LCA), sempre più centrali nelle politiche europee. L’impatto ambientale non viene infatti valutato su singole fasi produttive, ma sull’intero sistema prodotto, evitando trasferimenti di impatto tra diverse fasi del ciclo di vita.

Per le aziende coinvolte nelle filiere energetiche, automotive ed elettroniche, questo significa integrare strumenti di analisi ambientale quantitativa nei processi decisionali e di progettazione.

Direttiva anti-greenwashing: stop alle dichiarazioni ambientali non dimostrabili

Parallelamente, la Direttiva UE 2024/825 rafforza la tutela dei consumatori contro pratiche commerciali fuorvianti legate alla sostenibilità.

Le nuove disposizioni vietano:

  • claim ambientali generici come “eco”, “green” o “sostenibile” senza evidenze scientifiche;
  • marchi ambientali privi di sistemi di certificazione riconosciuti;
  • comunicazioni che suggeriscono benefici ambientali non verificati.

Il principio introdotto è chiaro: ogni dichiarazione ambientale dovrà essere supportata da dati oggettivi e verificabili.

In questo scenario, metodologie scientifiche come LCA, Carbon Footprint di prodotto e Environmental Product Declaration (EPD) diventano strumenti fondamentali per dimostrare in modo trasparente le prestazioni ambientali.

Il recepimento italiano e le modifiche al Codice del Consumo

Il decreto legislativo in esame in Senato aggiornerà il Codice del Consumo introducendo nuove regole sulle pratiche commerciali legate alla sostenibilità.

Tra gli aspetti più rilevanti:

  • maggiore responsabilità per le aziende nella comunicazione ambientale;
  • sanzioni per informazioni fuorvianti o non comprovate;
  • obblighi informativi su durabilità, riparabilità e prestazioni ambientali dei prodotti.

L’obiettivo è ridurre l’asimmetria informativa tra imprese e consumatori e favorire scelte di acquisto basate su dati affidabili.

Verifica indipendente e accreditamento: la base della credibilità ambientale

Secondo Accredia, l’efficacia delle nuove norme dipenderà dalla diffusione di sistemi di verifica indipendente accreditata.

La certificazione e la validazione da parte di organismi terzi permettono infatti di:

  • garantire comparabilità tra prodotti;
  • aumentare la fiducia del mercato;
  • ridurre il rischio reputazionale legato al greenwashing.

Per le imprese, ciò implica un passaggio dalla comunicazione ambientale dichiarativa a una comunicazione data-driven, basata su indicatori misurabili e standard internazionali.

Cosa cambia per le aziende: dalla sostenibilità comunicata alla sostenibilità misurata

L’evoluzione normativa europea conferma una tendenza ormai chiara: la sostenibilità diventa un elemento tecnico e verificabile, non più esclusivamente comunicativo.

Le aziende saranno chiamate a:

  • quantificare gli impatti ambientali dei propri prodotti;
  • integrare analisi LCA nei processi di sviluppo;
  • supportare i claim ambientali con studi scientifici e verifiche indipendenti;
  • adottare strumenti di trasparenza lungo la supply chain.

In questo contesto, l’approccio basato sul ciclo di vita rappresenta uno degli strumenti più efficaci per trasformare gli obblighi normativi in opportunità di innovazione e competitività.

Contattaci

L’evoluzione normativa europea in materia di sostenibilità e contrasto al greenwashing richiede alle aziende un approccio sempre più strutturato e basato su dati scientifici verificabili. Integrare strumenti come Life Cycle Assessment (LCA), Carbon Footprint ed Environmental Product Declaration (EPD) consente non solo di garantire conformità normativa, ma anche di rafforzare la credibilità ambientale dei prodotti e della comunicazione aziendale.

SCF International, con il team di LCA Ambiente, supporta imprese e organizzazioni nell’analisi degli impatti ambientali, nella quantificazione delle prestazioni di sostenibilità e nella costruzione di dichiarazioni ambientali conformi agli standard europei e internazionali.

Per approfondire come preparare la tua azienda alle nuove normative su sostenibilità e green claims, puoi contattarci tramite la pagina dedicata del sito o scriverci per una valutazione preliminare.